Ovvero la lotta impari tra la leggerezza del volo e la pesantezza del cemento.
Il Mufa, MUsic and Fly Art festival (www.mufa.it ), che da due anni promuove nel comune di Boville Ernica attività legate al volo libero, alla musica e all’ambiente, rischia di chiudere i battenti a causa della spregiudicata politica edilizia della precedente amministrazione comunale, che ha concesso di costruire un’ abitazione nei pressi del terreno usato come terreno di decollo dai parapendii, proprio a ridosso delle mura medievali del centro storico.
“Tutto regolare dal punto di vista legale”, dicono. Ma dal punto di vista etico ed ambientale?
IN ITALIA
Anno 2000: i Comuni possono spendere i soldi delle licenze edilizie SOLO a fronte di investimenti.
Anno 2001, ottobre: i Comuni sono autorizzati a spendere i soldi delle licenze edilizie per fare quello che gli pare, grazie al nuovo Testo Unico sull’edilizia.
Arriva il boom edilizio.
Anno 2000: 159.000 abitazioni costruite.
Anno 2007: 298.000 abitazioni costruite e 38.000 ampliamenti di abitazioni.
Le licenze raddoppiano in 7 anni, il territorio italiano viene cementificato da palazzine, nano grattacieli, hangar, seconde, terze, quarte ville, parcheggi, garage. I Comuni raddoppiano gli incassi senza alcun obbligo di destinazione d’uso. Hanno la licenza di uccidere il territorio.
Anno 2008, Boville Ernica: continua la colata irrefrenabile del CEMENTO
A BOVILLE ERNICA
24/11/2007: data rilascio permesso di costruzione
11/03/2008 a 13/04/2008: breve sospensione dell’opera durante la campagna elettorale in seguito alle proteste da parte della popolazione.
17/05/2008: data inizio dei lavori.
18/05/2008: l’associazione BVL decide di porre fine all’organizzazione del Mufa Festival
(Tg3: http://it.youtube.com/watch?v=7hwD3xxTepc&eurl=http://mufa.wordpress.com/ ) ed alla sua attività sul territorio di Boville Ernica (FR)
I lavori in questione riguardano l’ampliamento di un fabbricato esistente, un piccolissimo rudere (vedi foto) che si trova fuori dalle mura medievali, esattamente vicino la Porta di S. Francesco. Tale opera andrà ad alterare irreversibilmente ed irreparabilmente la bellezza naturale del luogo, uno dei più belli e suggestivi di Boville Ernica.
La ruspa selvaggia ha già sferrato il primo attacco, dando inizio allo scempio e colpendo duramente anche il cuore di tutti i componenti della nostra associazione, che negli ultimi anni, anche durante il MuFA Festival, si sono impegnati per dare un contributo nella salvaguardia ambientale di Boville Ernica.
“BVL (wwww.bovillevololibero.it), associazione promotrice del Mufa, si ispira al principio “AGIRE LOCALMENTE, PENSARE GLOBALMENTE”, promuovendo la sperimentazione di quelle “buone pratiche” che incidono nel proprio territorio modificando il mondo.” Con queste parole avevamo promosso una delle nostre iniziative (RicicloVolando) proprio a tutela dell’ambiente all’interno delle scuole primarie del Comune; parole che vengono sbeffeggiate dai fatti che purtroppo stanno accadendo sotto i nostri occhi e che a dispetto del tanto parlare di “buone pratiche ambientali”, ci mettono di fronte una realtà priva di qualsiasi etica ambientale.
La politica edilizia nel comune di Boville Ernica, non ha mai messo al primo posto la tutela dell’ambiente: basta fare un giro nelle nostre campagne martoriate da colate di cemento e mostruosità edilizie per rendersene conto. E il fatto che questa sia una pratica diffusa in tutta Italia non solleva nessuno dalle proprie responsabilità, né gli amministratori inadempienti, né i cittadini speculatori, responsabili di danni irreparabili al territorio nel quale essi stessi vivono. È inaccettabile continuare in questa direzione, ma è quello che succederà permettendo la costruzione di una casa che rovinerà completamente il paesaggio fuori dalle mura del paese.
Il paesaggio culturale (natura + opere dell’uomo) e quello urbano costituiscono un elemento fondamentale dell’identità del territorio e la risorsa principale per il suo futuro. La gestione del paesaggio culturale e del territorio nel suo complesso è oggi però estremamente difficile: un’enorme quantità di interventi piccoli o grandi lo stanno trasformando profondamente e spesso sfigurando irrimediabilmente.
Stiamo di fatto trattando il nostro paese quasi fossimo “truppe d’occupazione” e non invece
responsabili e garanti del suo avvenire di fronte alle nuove generazioni che, domani, troveranno il
loro destino nello sviluppo della vocazione turistica, piuttosto che nel saccheggio del territorio.
Alla base di questa noncuranza e disprezzo sta una grave carenza di informazione sui temi della
qualità ambientale e una profonda ignoranza da parte dell’opinione pubblica dello
stretto legame tra paesaggio ed economia. Il continuo degrado delle peculiarità che
rendono unico il territorio italiano, causa un abbassamento della qualità della vita dei residenti e una “perdita di immagine” i cui effetti economici non sono assolutamente da sottovalutare. Il paesaggio ha infatti un valore reale molto grande, anche se difficilmente quantificabile, in quanto la qualità dell’ambiente naturale e umanizzato costituisce la materia prima del turismo, di quella che sta diventando cioè, per fatturato e addetti, la prima industria a livello mondiale e il primo settore d’esportazione del nostro paese. Inoltre va riconosciuto ai cittadini, che di questi territori sono i principali fruitori, un “diritto alla bellezza”, intesa come valore etico prima ancora che estetico, come parte integrante degli elementi che contribuiscono alla felicità del singolo. Una felicità che non può esaurirsi nella semplice eliminazione dei bisogni materiali, ma che deve necessariamente completarsi con l’accrescimento culturale e morale dell’individuo.
Il controllo della qualità e dell’inserimento ambientale degli interventi edilizi diventa quindi
un’esigenza vitale e strategica, dal punto di vista economico, turistico e morale per un paese ricchissimo di preesistenze, ma delicato, come il nostro. Un controllo di estrema difficoltà, che non trova posto
nelle attuali normative, standard e leggi.
Che il problema sia da affrontare non solo sul fronte della pianificazione urbanistica, pur necessaria,
ma anche su quello della prevenzione e della crescita di sensibilità collettiva nei confronti dell’ambiente, numerosi paesi lo hanno compreso ormai da tempo.
Noi quanto ci metteremo a capirlo?
Associazione BVL Boville Volo Libero
